Chi siamo

L’Associazione culturale e studentesca “Materia Grigia” è stata fondata a Sassari nel 1990 da un gruppo di studenti universitari. Da allora ha proposto alla città diverse iniziative, fra queste in particolare una serie di laboratori incentrati sullo studio e la ricerca dei linguaggi teatrali, rivolti agli studenti universitari e realizzati in collaborazione con La Botte e il Cilindro”, lE.R.S.U. e l’ Università degli Studi di Sassari.

Rassegna cinematografica Materia Grigia 1990

L’associazione intraprende la propria attività nel 1990 con la realizzazione di una rassegna cinematografica presso la Casa dello studente di Sassari, che prevedeva oltre la visione del film, anche una successiva discussione dello stesso con il pubblico in sala. Dal confronto con gli studenti universitari nasce la vocazione teatrale del gruppo che coglie negli studenti l’interesse verso questa forma di arte visiva.

 

 

 

Il primo laboratorio teatrale viene proposto in forma sperimentale nel 1991 con il titolo “Dall’ espressione corporea   alla drammatizzazione del testo”, basato sulla pièce di Boris Vian “Tutti al macello”. 

              

Nel Novembre del 1992 l’associazione realizza un breve seminario di quattro giorni sulla commedia dell’arte dal titolo “La Maschera sul Viso”; in coda al laboratorio viene allestita una mostra delle maschere della commedia dell’arte presso l’aula magna dell’Università di Sassari.

Nel 1993 il tema prescelto per il Laboratorio Teatrale, condotto dall’ attore Angelo Santoro, è l’improvvisazione e il titolo “Teatrando echi dal palcoscenico”.   

Nel mentre il gruppo continua a portare avanti iniziative parallele, come ad esempio la conferenza dibattito dal titolo “Sardegna e Corsica: realtà a confronto”.

 Nel 1994 riprende l’attività teatrale con una rilettura di Pirandello in “Sei personaggi in cerca d’autore: tradizione e innovazione”.

 Il laboratorio nello specifico affronta il tema della  interpretazione del testo e della  regia nel teatro. Il  rapporto tra il  Teatro, la Storia e la Memoria è  quindi  l’argomento de

Il teatro e  la Seconda Guerra  Mondiale” (Giugno 1995) e  di “Juden Traum” (Il  sogno del  giudeo) spettacolo messo in scena  il 25  Aprile del 1996 e ispirato da “Se questo è un  uomo” di Primo Levi. Nel 1996/1997 la scelta del tema  da affrontare nei mesi del laboratorio cade sul rapporto  tra il teatro e la canzone in “Nozze di  Sangue” di Garcia Lorca.

L’anno seguente lo stesso tema viene affrontato in  relazione però al capolavoro di Bertolt Brecht  “Madre Courage e i suoi figli”. Il risultato del  laboratorio è uno spettacolo dal titolo “Il Tamburo e  la rosa”.

 Durante il 1999 l’associazione porta in scena “La ronde des amantes” liberamente ispirato Girotondo di Arthur Schnitzler. Il laboratorio  viene condotto da Pier Paolo Conconi e da Maria Antonietta Azzu del gruppo teatrale musicale Laborintus, col quale nel giugno dello  stesso anno l’associazione collabora per la messa in  scena dello spettacolo Tangomarea  alle grotte di Nettuno di Alghero.

Il laboratorio teatrale realizzato nel 2000 viene incentrato sullo studio di un testo di Agatha Christie “L’assassinio di Roger Akroyd” che viene adattato per la scena col titolo“Dalle nove alle  dieci”.

Nel  2001 l’associazione intraprende uno studio sulla’ immigrazione partendo dalla drammatizzazione di testi differenti fra cui spicca “America” di Franz Kafka. Il laboratorio conduce alla messa in scena di uno spettacolo originale dal titolo “Le valigie degli altri”. Nel 2002 l’attenzione dell’associazione si sposta sul tema dell’immigrazione e realizza un laboratorio di studio su diversi testi di autori del ‘900 che contemplano questo fenomeno. In coerenza con questo percorso l’associazione organizza e realizza una conferenza-dibattito dal titolo “Immigrazione: la necessità dell’integrazione”, affrontando gli aspetti culturali, sociologici e giuridici legati al fenomeno. L’anno seguente Jean Genet è l’autore intorno al quale l’associazione realizza il laboratorio annuale. L’iniziativa si svolge in due fasi. Nella prima viene realizzata una lettura critica de “I Negri”, quindi la seconda fase vede sperimentare come esperienza di animazione il linguaggio di Genet, fino alla realizzazione a conclusione del laboratorio di uno spettacolo dal titolo “Calze Rosse”. Nel 2003 la scelta dell’associazione ricade sul teatro di Shakespeare, in particolare viene affrontato lo studio delle scene di gruppo in “Re Lear”. Nel 2004, infine, viene sviluppato un percorso di studio teatrale incentrato sul tema della memoria e del ricordo partendo dall’ analisi di testi di differenti autori sardi, tra cui Sergio Atzeni, Grazia Deledda e Salvatore Satta.

Il laboratorio del 2005 ha visto la partecipazione attiva sul palcoscenico del teatro Il Ferroviario di Sassari di circa 20 studenti universitari mentre altrettanti hanno potuto partecipare durante le prove relative alla messa in scena ed è stato concluso con la produzione di uno spettacolo originale incentrato sul tema del doppio in “Anfitrione” da Plauto a Kleist.  Nel contempo sempre nel 2006 l’Associazione ha stretto legami con altre realtà associazionistiche del territorio, quali l’A.N.M.I.G. (Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra) e l’Associazione ex combattenti al fine di realizzare iniziative socio culturali sul tema della guerra.

Nel 2007 l’associazione ha realizzato un laboratorio teatrale con l’Università degli Studi di Sassari incentrato sul tema del Don Giovanni Mozartiano, che ha condotto alla messa in scena di uno spettacolo originale presso il teatro Il Ferroviario di Sassari. Negli ultimi due anni l’associazione ha sviluppato un percorso di ricerca teatrale contaminando linguaggi diversi dalla musica alla letteratura.

 

In un primo tempo, nel 2008 infatti, è stato realizzato uno spettacolo originale dal titolo Circus Poe basato sulle suggestioni dei racconti di Edgar Allan Poe.

 

 

Nel 2009 infine è stato condotto uno studio su tre autori contemporanei della letteratura italiana: Flavio Soriga,Margaret Mazzantini e Diego Da Silva. In questo ambito il gruppo culturale ha consolidato un legame con la libreria internazionale Koiné, con la quale collabora attualmente.

La forza delle parole 

Nel 2010, per i venti anni di attività, Materia Grigia ha ideato “La forza delle parole”, una rassegna per chi ama la lettura, la musica, l’arte e lo spettacolo. Nell’ ambito della rassegna è stato realizzato un  laboratorio teatrale dedicato alla figura ed alle canzoni di Luigi Tenco mentre nel 2011 era incentrata sul Progressive italiano.

Per il 2012 l’associazione Materia Grigia ha dedicato “La forza delle Parole” ad uno dei principali protagonisti della storia della musica italiana: Lucio Battisti. Il programma della manifestazione ha previsto  la realizzazione di una serie d’incontri con artisti e scrittori che hanno raccontato  al pubblico la figura di Lucio Battisti sotto diversi punti di vista partendo, ad esempio, dal contesto socio-culturale degli anni ’70, per arrivare al confronto con altri interpreti del tempo, attraversando anche il significato delle sue canzoni per almeno tre generazioni.

Nel 2013 l’associazione “materia grigia” ha dedicato  la rassegna “La Forza delle Parole” ed il laboratorio teatrale “Università e Teatro” a Giorgio Gaber. La scelta non è casuale e deriva non solo dal fatto che nel 2013 ricorra il decennale della morte dell’artista, ma anche dall’intenzione di chiudere un ciclo di approfondimenti culturali sulla canzone italiana cominciato con Luigi Tenco. Da qui il titolo della rassegna “Da Tenco a Gaber” che intende sintetizzare questo percorso che ha visto musicisti, poeti, scrittori confrontarsi su questa forma d’arte popolare.

Nel 2014 l’associazione “materia grigia” ha rivolto la propria attenzione principalmente a Fabrizio De André a tre lustri dalla sua scomparsa. Il titolo della rassegna fa, infatti, il verso ad una celebre canzone del cantautore genovese “La cattiva strada”, scritta insieme a Francesco De Gregori. Come avviene nella canzone la rassegna è stata popolata da diverse anime, diventando di fatto un’antologia di immagini oscillanti tra Europa e America. Si è voluto così approfondire tanto le tematiche poetiche e musicali legate al primo De André ed al suo rapporto con la musica d’oltralpe, quanto il legame tra De André e l’universo musicale di Dylan e Cohen.

Il passaggio e la distanza tra Brassens e il mondo musicale anglosassone, tra Inghilterra e Stati Uniti è stato un tratto di questa cattiva strada, attraversata da buoni e cattivi maestri anche italiani. In questo modo interrogarsi su Fabrizio De André è diventato un modo per esplorare altri mondi musicali e poetici con la stessa curiosità, originalità e intelligenza che ha caratterizzato la carriera del cantautore.

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