La forza delle parole: Giorgio Gaber e il teatro canzone.

Spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale “Università e Teatro” dell’associazione culturale “materia grigia”.
Venerdì 28 Giugno alle ore 21.00, al Teatro Il Ferroviario di Sassari, termina la prima parte del laboratorio teatrale “Università e teatro”, organizzato dall’associazione culturale “materia grigia”, con la messa in scena dello spettacolo “Giorgio Gaber e il teatro canzone.”
L’iniziativa, giunta alla sua ventiseiesima edizione, è rivolta principalmente agli studenti dell’Università degli Studi di Sassari che, da gennaio hanno sperimentato tecniche di animazione teatrale sul palco del Ferroviario, diretti dal regista Pier Paolo Conconi. 
Il tema dello spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale quest’anno è rappresentato dal Teatro – canzone di Giorgio Gaber. Il soggetto è stato scelto in occasione del decennale della morte del grande artista milanese ed è inserito nella rassegna La forza delle parole dedicata proprio a Giorgio Gaber.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Gaber, è organizzata dall’associazione “materia grigia” in collaborazione con la Compagnia Teatro ”La Botte e il Cilindro”, la Libreria Internazionale ”Koiné”, i “Bertas”, “La Camera Chiara” e il Circolo “Il Vecchio Mulino” e con il contributo dell’Ersu, Università degli Studi di Sassari, Comune di Sassari Assessorato alle Culture, Provincia di Sassari, Fondazione Banco di Sardegna e Regione Sardegna.

La forza delle parole: Luigi Tenco. Spettacolo teatrale al teatro il Ferroviario a Sassari

Spettacolo teatrale al teatro il Ferroviario a Sassari

fonte: la nuova sardegna, 19 ottobre 2010

Da Alguer.it

Lo spettacolo rappresenta la conclusione di un percorso di ricerca del laboratorio “Università e Teatro di Materia Grigia”

Forza nelle Parole del Ferroviario

SASSARI – Poesia, musica e una scrittura scenica onirica e coinvolgente sono gli ingredienti dello spettacolo teatrale “La Forza delle Parole”, andato in scena al teatro “Il Ferroviario” di Sassari e incentrato sulla figura umana e artistica di Luigi Tenco. Il lavoro realizzato nell’ ambito del laboratorio “Università e Teatro”, con la direzione di Pier Paolo Conconi per la Botte e Il Cilindro, rappresenta la conclusione di un percorso di ricerca che Materia Grigia ha realizzato attraverso una rassegna di incontri musicali e letterari.

Lo spettacolo rappresenta dunque la conclusione di un percorso di ricerca che Materia Grigia ha portato avanti durante tutto il 2010, non solo attraverso lo svolgimento del laboratorio teatrale universitario, ma anche con l’organizzazione di una rassegna di incontri musicali e letterari sul tema del rapporto tra la musica e le parole, incontri che hanno visto la partecipazione di personalità, artisti, scrittori e musicisti come Patrizia Tenco, Ada Montellanico, Mario Dentone, Erri De Luca, Giovanni Agostino Frassetto, Renzo Zannardi, Maria Vittoria Conconi, Paolo Zicconi e Mauro Uselli.

Durante questi interventi, gli allievi del laboratorio teatrale, hanno potuto raccogliere materiali, esperienze, impressioni, storie, spunti utili per la messa in scena dello spettacolo finale, che si pone, quindi, come una sintesi di questo percorso di ricerca che in alcune parti trae liberamente spunto dalla piece teatrale “Una prigione di vetro” di Mario Dentone. Anche in questa edizione il laboratorio teatrale di Materia Grigia è riuscito, partendo da un lavoro sui testi, a trasformare le parole in immagini, mimica e gestualità.

Questi infatti sono da sempre gli obiettivi dell’associazione culturale che da 18 anni organizza progetti culturali incentrati sullo studio e la ricerca dei linguaggi teatrali “La Forza delle Parole” è uno spettacolo dinamico e incalzante in cui l’efficace regia di Conconi riesce ad amalgamare in un tessuto unico: musica, recitazione e racconto regalando al pubblico momenti di grande tensione emotiva e aperture catartiche all’ironia e alla leggerezza.

Lo spettacolo si apre con l’immagine di un burattino, animato da Nadia Imperio, che prende vita sul palco introducendo la storia di cui è protagonista assoluta l’anima di Tenco: materializzata in scena come una presenza concreta, un riservato interlocutore che dialoga con i personaggi che hanno affollato la sua vita. Dall’Amarcord di musiche si stagliano i ricordi delle serate passate con gli amici, il palco di San Remo, la figura di Dalidà. Ma è l’anima meno nota di Tenco ad emergere con forza dal racconto. Tra le trame introspettive di amori non corrisposti si scopre così il suo gusto per l’ironia, per l’energia contagiosa della canzone di protesta di cui il cantante è stato autentico precursore.

Gli allievi del laboratorio coordinati dall’ accompagnamento musicale dell’algherese Paolo Zicconi e dal bandoneon di Francesco Moretti cantano, ballano e recitano con grande disinvoltura. Sono loro gli amici di Tenco seduti al bar a bere vino, sono loro la gente comune che canticchia le sue canzoni, che rilegge la propria vita attraverso le sue parole. Lunghi applausi accompagnano lo spettacolo, specialmente nelle scene corali in cui i protagonisti si stagliano con forza visiva nello spazio scenico danzando sensuali a ritmo di syrtakis o muovendosi combattivi in corteo, armati di musica e parole.

fonte: Alguer.it

Spettacolo teatrale su Tenco 2010

quelli che…Materia Grigia alla fine dello spettacolo

quelle che…Materia Grigia!!!

Maria vittoria e Giovanni

Giovanni e Paolo

Marco e Giovanni e Andrea

Giovanni e Luca

Marcella e Maria Vittoria

fonte foto: quelli che…Materia Grigia

di Giovanni Salis (uno degli attori)

 

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Il video presente su questa pagina appartiene a Manuela Fais. L’autore ne consente l’uso previa citazione, esclusivamente per  materia grigia Favole e realtà  e  il forum Binario 21.

La forza delle parole. Quasi sera. Una storia di Tenco

La forza delle parole e Quasi sera. Una storia di Tenco.

Quasi sera. Una storia di Tenco,


dipinti a olio  di Maria Vittoria Conconi

Antonello Lullia e Maria Vittoria Conconi

Ada Montellanico

Giovanni Agostino Frassetto

Antonello Lullia, Patrizia Tenco, Maria Vittoria Conconi

Patrizia Tenco

Patrizia Tenco, Maria Vittoria Conconi, Ada Montellanico, Giovanni Agostino Frassetto

foto di gruppo Materia Grigia con Patrizia Tenco e Ada Montellanico

La forza delle parole: Patrizia Tenco e Ada Montellanico al Teatro Il Ferroviario.

Ada Montellanico e Giovanni Agostino Frassetto

Sassari – Si è conclusa venerdì tra musica, riflessioni e racconti la rassegna “La forza delle parole” incentrata sull’opera di Luigi Tenco e organizzata al teatro il Ferroviario dall’Associazione Materia Grigia con la collaborazione della Compagnia La Botte e Il Cilindro, Ersu e Libreria Koinè.

Dopo gli interventi di Maria Vittoria Conconi, Paolo Zicconi, Renzo Zannardi, ed Erri De Luca nell’ultima serata della manifestazione intitolata “Quasi sera. Una storia di Tenco” a parlare della poetica e della musica del cantautore genovese è stata una delle più apprezzate interpreti della scena jazz internazionale Ada Montellanico.

 La cantante e compositrice con sensibilità e originalità ha incontrato Tenco diverse volte nei suoi lavori pubblicando gli album: “L’altro Tenco”, “Ma l’amore no”, e “Danza di una ninfa”, realizzato nel 2005 insieme ad Enrico Pieranunzi. Montellanico, accompagnata al piano da Giovanni Agostino Frassetto ha eseguito diversi brani appartenenti al territorio meno noto di Tenco come “Il tempo passò”, “Ho capito che ti amo”, “Averti tra le braccia”. Grande l’emozione e l’entusiasmo del pubblico nel riascoltare parole e musica di Tenco attraverso la splendida voce della cantante impreziosita da arrangiamenti jazz estremi e dissonanti in una veste originale ma al tempo stesso così vicina all’anima più profonda del cantautore scomparso. Poesie e ritmi coinvolgenti dalla melodia intensa, a tratti stravolta, raccontano amori contesi e conflittuali, dissidi dell’anima, profonde estasi d’amore.

«Non voglio cantare le canzoni di Tenco scritte nel 1966 – dice Montellanico – l’anno in cui l’artista spinto dal desiderio di un successo ampio “tradì” per così dire il suo stile più originale. Questo deviamento di rotta fu un errore che lo portò verso il tragico epilogo di Sanremo. Preferisco invece ricordare Tenco reinterpetando le sue composizioni più raffinate e geniali quelle che fanno di lui un precursore assoluto un grande compositore dall’anima profondamente jazz». Emozione palpabile fra il pubblico e lunghi applausi anche per un altro ospite a sorpresa, Patrizia Tenco, nipote del cantautore. «Ci tenevo particolarmente ad essere qui questa sera per dire grazie a chi ha lavorato a questo rassegna. La mia famiglia è stufa di sentir parlare ancora, dopo quarantadue anni dalla morte di Luigi, di nuove autopsie e riesumazioni, di misteri e gialli torbidi, di fori di entrata e fori di uscita. In questo teatro “La forza delle parole” ha messo in luce finalmente il racconto più vero, più autentico sulla vita e sul lavoro di Luigi Tenco, un lavoro e una vita su cui troppo spesso ancora si specula e si parla a sproposito».

fonte: sardies

Una prigione di vetro
 a Sassari

Antonello Lullia, M. Vittoria Conconi presentano Mario Dentone

Mauro uselli e Paolo Zicconi accompagnano Davide Pala mentre canta "Un giorno dopo l’altro"
Il pubblico numeroso e attento

Mario Dentone  legge alcune pagine della prigione di vetro

Luca Imperio canta Lontano lontano

Giovanni Salis canta un’ironica Vita sociale

Il pubblico

foto di Alberto Mancosu e di Giovanni Salis


Sassari, 12 marzo 2010

Una prigione di vetro
 con Mario Dentone